SPAL vs Vittorio Veneto, il Match Report completo

SPALLE AL MURO O SPALLE LARGHE: LE TOSE CEDONO DI MISURA AL PAOLO MAZZA DI FERRARA

(Not) any given sunday. Quando l’odore dell’erba della (apparentemente) consueta domenica bestiale mischia le proprie nuance olfattive al profumo di una cornice calcistica da favola – di quelle che colorano a festa l’iride e riempiono interamente i bulbi oculari, prim’ancora che la capiente memoria di uno smartphone – il risultato, al di là dell’esito della singolar tenzone sul campo, è un overbooking di serotonina stile sogno o son desktop. Oltre lo schermo, al di là dell’immaginazione e delle immagini di campioni e duelli sospesi tra Cadetteria e Massima Serie calcistica Men Side, è lo Stadio Paolo Mazza di Ferrara, il teatro dei sogni della storia spallina, l’irripetibile arena dello scontro tra le Tose e le biancazzurre Estensi valido per il 22° turno del Girone B di Serie C. Una prima volta assoluta e indimenticabile per le padroni di casa emiliane, guidate da mister Massimo Crivellaro, ancora a caccia di una salvezza da suffragare con il pieno ausilio dell’inopinabile miss matematica; un premio, alla meravigliosa tradizione e all’ormai quarantennale epopea rossoblù, per  le ragazze di coach Massimo Zoni, abbondantemente al sicuro in classifica ma a caccia motu proprio di un lampo d’orgoglio dopo i 3 k.o. consecutivi alle pendici del mese di maggio.

Per uno dei pomeriggi più succulenti della propria carriera sulla panchina della Prima Squadra vittoriese, il condottiero pordenonese ripristina il più classico dei 4-4-2, esibito con fortune sin troppo alterne lungo il dissestato pavé del percorso stagionale. Tra i pali si rivede l’orgogliosa sentinella Made in Città della Vittoria Chiara Da Ronch, direttrice dell’orchestra difensiva composta dai primi violini centrali Giada Tomasi e Carlotta Martinis, supportati dall’inesauribile sezione fiati composta sugli esterni da Carlotta Gava a destra e Monica Furlan sull’out opposto. In mezzo al campo, accanto all’immarcescibile étoile Laura Tommasella, ritrova una maglia da titolare dopo gli ottimi ingressi in punta di piedi la rampante Arianna Cartelli, con le fasce confermate centro di gravità permanente in salsa friulana visti i galloni da titolare per il furetto Silvia Cimarosti a sinistra e la letterata Elena Govetto on the other side. Anche in avanti è l’aquila araldica d’oro con ali spiegate a farla da padrone, visto l’inedito duo composto da Sofia Bigaran e capitan Karin Mantoani a cercare fortuna tra le insidiose spire dei cavalli di Frisia avversari.

Neppure il tempo di familiarizzare completamente con l’accattivante background del sontuoso pomeriggio ferrarese che il match si sblocca, dopo pochissimi battiti di lancette, nella maniera più kafkiana e grottesca possibile a sfavore del Permac. L’alleggerimento sin troppo morbido di Furlan per Da Ronch cagiona il rinvio dell’estremo difensore vittoriese addosso a Fratini, che sulla carambola si ritrova di fatto uno zuccherino da depositare senza affanni nella porta sguarnita per l’immediato vantaggio delle padrone di casa. First reaction shock, ma le rossoblù non stanno a guardare e al primo convinto affondo al minuto 8 vanno a beffardi centimetri dal ristabilire l’iniziale baricentro nel punteggio: Govetto pesca con la punta dello scarpino destro l’imbucata di Silvia Cimarosti a sinistra, il diagonale mancino dell’ala pordenonese si infrange sulla base del palo lungo con Merlo completamente fuori causa. L’entropia della primissima fase di gara sfiora il suo acme 120 secondi dopo quandosu corner da sinistra di Karin Mantoani, le centrali difensive spalline colgono un clamoroso autopalo sfiorando una frittata gourmet di raro livello. Dalla sagra delle (sfortunate) occasioni perdute rossoblù, torna a riemergere improvvisa la prua della formazione estense, abile e cinica al minuto 17 a infilzare per la seconda volta lo specchio della porta di Chiara Da Ronch: è Martello, la più talentuosa e tecnica delle sue, a procurarsi (intervento in ritardo di Cartelli all’altezza del vertice basso di destra in area) e realizzare spiazzando la 75 rossoblù il penalty del provvisorio doppio vantaggio emiliano. Le Tose provano a somatizzare il momento d’impasse macinando copiosamente gioco a centrocampo, ma senza trovare con troppa convinzione il plot per ripresentarsi con un certo ardore all’interno dei 16 metri biancazzurri. Dalla nebbia del momento di stasi generale a metà tempo, sbuca ancora una volta un episodio thrilling e potenzialmente fecondo per i destini di casa Permac: Cimarosti, ancora una volta imbeccata da Govetto, scappa a sinistra e scodella a centro area trovando il braccio, tutt’altro che attaccato al corpo, della numero 3 estense Braga. Rigore ineccepibile a favore delle Tose, ma la fin troppo ridondante liaison pomeridiana tra le rossoblù e i pali della porta di Merlo si estrinseca nell’ennesimo bacio di Klimt tra la sfera calciata da capitan Mantoani e la base del montante alla destra dell’estremo difensore spallino. Qualche sprazzo di nervosismo condisce gli ultimi scampoli di primo tempo, con Cimarosti ammonita dal direttore di gara e una serie di conclusione da una parte e dall’altra, rispettivamente di Govetto e Fratini, senza troppe ansie per i rispettivi guardiani del faro con i guanti di velluto. Si va al riposo sul 2-0 SPAL.

La ripresa si apre subito con una doppia mossa disegnata da mister Zoni in casa Permac: fuori Cartelli e Govetto, dentro Gaia Maria Sovilla e Giulia Trevisiol per cercare di aumentare centimetri e chili tra centrocampo e attacco. Il rinnovato approccio delle Tose fa subito ben sperare, Bigaran e Mantoani cercano in rapida successione la conclusione nei primi giri di orologio, seppur senza inquadrare il miocardio della porta di casa. Al minuto 53 ha invece decisamente miglior sorte l’audace tentativo di velenosa palombella dai 20 metri proprio di Sofia Bigaran, tra le più attive anche nel procurare alle proprie compagne diverse potenziali occasioni su palla da fermo. Primo centro stagionale per la la figlia d’arte in maglia rossoblù numero 11 e partita riaperta, con il Permac finalmente sul pezzo anche dal punto di vista del punteggio. Due giri di orologio più tardi, è Tommasella a impegnare con una rasoiata su punizione Merlo, che devia in angolo un pallone comunque probabilmente destinato a spegnersi senza troppa gloria oltre la linea di fondocampo. Il mister spallino Crivellaro, molto attivo a bordocampo, scuote le proprie ragazze con una doppia sostituzione, ma sono ancora le Tose a sfiorare la rete del pari prima con Trevisiol (gol annullato per offside millimetro su filtrante di Cimarosti) e poi con la queen delle palle da fermo Giada Tomasi, la cui spizzata di testa sulla punizione da distanza siderale di Tommasella si spegne per un battito di ciglia appena oltre il palo alla sinistra di Merlo. Dal miglior momento del match per le rossoblù emerge invece, ancora una volta, tutto il pragmatismo della formazione di casa, che al 68′ approfitta di una retroguardia vittoriese sin troppo sbilanciata per realizzare la terza rete con Vannini, autrice di un pregevole pallonetto a giro irraggiungibile per l’incolpevole Chiara Da Ronch. Coach Zoni prova il tutto per tutto inserendo il fresco dinamismo e la proverbiale generosità sull’ala di Deborah Zilli in luogo della più centralizzata Bigaran, e proprio dal traversone mancino della Tosa in maglia 99 nasce un’occasione interessante su cui il destro a rimorchio di Carlotta Gava, da buona posizione, si infrange sulla schiena delle centrali avversarie. Oscuri e ulteriori avversi presagi ammorbano il finale di gara, con Giada Tomasi in evidenti precarie condizioni fisiche (addirittura lussazione alla spalla, si scoprirà a fine gara) e Carlotta Martinis costretta a chiedere il cambio per problemi alla gamba destra (e per la prima volta impossibilitata a terminare la propria domenica oltre il 90′). Dalle nebbie dei sensi che sembrano delineare un finale ormai privo di sussulti, sbuca ancora una volta from nowhere la rete del 2-3 rossoblù a una manciata di secondi dal 90′: Furlan lavora la sfera a sinistra e scarica all’indietro per Sovilla, il bel cross dai 25 metri della bellunese trova la decisiva deviazione di testa di Karin Mantoani in agguato all’interno dell’area piccola.

L’ingresso in doppia cifra alla voce “reti in campionato” per KM28 è l’effimera consolazione per un pomeriggio senza acuti nel recupero: la SPAL vince 3-2 e ipoteca così la salvezza stagionale, condannando le Tose a un quarto stop consecutivo che addensa qualche nube di troppo su un percorso di crescita che, alla luce della situazione in graduatoria, deve comunque essere ritenuto massicciamente positivo e promettente. Non si può però rimanere zitti e buoni di fronte alla gragnuola di schiaffi presi nel corso delle ultime settimane: l’impegno di domenica al Barison contro il Portogruaro, a propria volta affamato di punti scaccia-retrocessione, deve riportare tra le rossoblù quella voglia di offrire spettacolo ed endorfine, al pubblico (per l’ultima volta, ancora solo televisivo) e a sé stesse. Siamo fuori di testa ma diversi da loro.

SPAL – PERMAC VITTORIO VENETO 3-2 (1’ Fratini, 17’ Martello [rig], 53’ Bigaran, 68’ Vannini, 88’ Mantoani)

SPAL: Merlo, Braga (70’ Sattin), Pirani, Martello, Filippini, Carabelli (59’ Braga) Malvezzi, Chierici, Benetti (58’ Amadori), Vannini, Fratini (91’ Sartori). (A disp: Zuritti, Sattin, Rolfini,, Barison, Calabri, Bragion). All: Crivellaro

PERMAC: Da Ronch, Gava, Furlan, Tomasi, Martinis (78’ Modolo), Tommasella, Cartelli (46’ Trevisiol), Govetto (46’ Sovilla), Cimarosti, Mantoani, Bigaran (72’ Zilli). (A disp: Bonassi, Fattorel, Da Ros, Canzi, Gallina). All: Zoni

Arbitro: Zini di Udine
AA1: Cavallaro di Ravenna
AA2: Russo di Piacenza

Ammonite: Cimarosti, Trevisiol

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